Disabili in ospedale, troppe barriere fisiche e culturali

I disabili in ospedale? Vittime ancora di troppe barriere fisiche e culturali. Per una corretta assistenza sanitaria avrebbero bisogno di percorsi prioritari rispetto agli altri pazienti caratterizzati da spazi adatti e approcci specializzati che nel nostro paese continuano a mancare.

sedia a rotelle in corsia d'ospedale

Citando un solo dato, circa il 78% delle strutture ospedaliere non è attrezzato adeguatamente per assistere un disabile fisico o mentale. Ogni singolo attività diventa in qualche modo problematica: immaginate di essere ricoverati in una stanza e di non avere un bagno abbastanza grande da rendere fattibile la gestione di una sedia a rotelle o di un deambulatore, o le conoscenze non adatte per gestire una persone affetta da disabilità intellettiva. O ancora una stanza non adattabile alle esigenze di un persona ipovedente. La stessa attesa presso un pronto soccorso diventa difficoltosa e fonte di stress. Essere disabili in ospedali diventa difficile tanto quanto esserlo in una città piena di barriere architettoniche.

In gergo vengono chiamate “barriere sanitarie” e rischiano davvero di essere insormontabili per un disabile. Come sempre in misura maggiore al sud rispetto al nord, dove delle percentuali già esigue diventano quasi inesistenti. E’ molto difficile imbattersi in strutture con percorsi precisi per i pazienti disabili,  sia in ospedale che negli ambulatori.  Il quadro illustrato dall’”Indagine conoscitiva sui percorsi ospedalieri per le persone con disabilità”, realizzata dalla onlus Spes contra spem, in partenariato con l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazione con la Fondazione Ariel e con il contributo di Fondazione Umana Mente del Gruppo Allianz è deprimente.  Essa mette in luce la disparità qualitativa di assistenza tra persone disabili e non. Come spiegano  Luigi Vittorio Berliri, Presidente di Spes contra spem e Walter Ricciardi, presidente dell’ISS:

Paradossalmente in ospedale una persona con disabilità rischia di diventare disabile due volte, perché per avere diritti uguali a tutti gli altri ha bisogno di risposte diverse. Prendersi cura di una persona significa riconoscere che davanti ho una Persona, con la sua dignità. È solo “diversa” non più complicata di altre”. Due strutture sanitarie su tre sono impreparate ad accogliere persone con disabilità. E’ un dato, quello fornito da questo studio, che deve farci riflettere sull’importanza di insistere nella costruzione di un sistema che punti alla centralità della persona nei servizi di cura e assistenza.

La speranza è che si passi dalle parole ai fatti in breve tempo.

VladKol

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